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La scena migliore del mondo

Perdonate il gioco di parole ma qualche giorno ho visto il film La persona peggiore del mondo e mi ha letteralmente ispirato questo articolo.

Lo dico sempre nei miei corsi: ogni giorno, viviamo circondati da possibili spunti di ispirazione per una storia, per un report, per una slide, per un progetto. Serie tv, film, libri, giornali, podcast, siti internet, blog, pubblicitá, riviste, architettura, natura, persone, luoghi, incontri, esperienze. Tutto é ispirazione.

Ebbene ho deciso di iniziare a fissare alcune testimonianze di questo approccio, raccontandovi di ispirazioni in cui mi imbatto durante la mia vita. Comincio oggi con questo film di Joachim Trier.

Tanto per cominciare il film é, dal mio personalissimo punto di vista, uno dei migliori del 2021. Qui sotto il trailer tanto per iniziare ad inquadrarlo.

Il film é candidato agli Oscar come miglior film straniero e, anche se dovrà vedersela con il favorito Drive my car, penso che meriterebbe di vincere. L’attrice protagonista Renate Reinsve, premiata al Festival di Cannes 2022 come migliore attrice, è un astro nascente.

É un film di quelli che ti ricordano di quanto é bello il cinema. Sa essere profondo e leggero, divertente e drammatico, coinvolgente e provocatorio. É scritto bene, interpretato e girato magnificamente. Non mi dilungo ancora perché a questo punto dovete cercare di recuperarlo. Io l’ho visto su Sky (anche su Now c’e’). Altrimenti segnatevelo… prima o poi lo incontrerete.

Il motivo però per cui ne parlo é che a circa metá del film c’é una delle scene visivamente più belle che abbia mai visto. E vi assicuro che ne ho visti molti di film. Intanto é una scena che ti coglie di sorpresa perché durante tutta la prima parte del film, anche se vi é una voce narrante, la macchina da presa riprende tutto in maniera molto naturale e realistica. La fotografia é molto curata ma sempre senza indulgere nel patinato. Poi di colpo arriva questa scena che parte con la protagonista che schiaccia l’interruttore della luce.

Bam!

Di colpo si rompe la quarta parete. Il mondo apparentemente si ferma, tranne la protagonista che esce di casa e si mette a correre per strada. Tutto e tutti sono fermi. Lei corre tra persone che sembrano frizzate nella quotidianità dei loro gesti. Mentre osservi la scena ti rendi conto che non ci sono effetti speciali. Hanno proprio fermato un pezzo di cittá. Sembra al contempo un sogno ma incredibilmente reale. E questa naturalezza della scena mi ha fatto pensare che per stupire le persone non servono metaversi o effetti speciali. Basta la creativitá e una troupe con i controfiocchi.

Guardate voi stessi.

Beh… cosa dite? La forza della scena é sia nella parte visiva che in quella sonora. Ovviamente un conto é vedere solo la clip, un altro vedere la scena all’interno di una visione complessiva del film. Peró é abbastanza evidente la forza di una scena in cui si ferma il tempo, in cui si percepisce come il contesto caotico e convulso che ci circonda ci impedisca di vedere la realtá, di sentire i nostri pensieri, di percepire le nostre emozioni.

Mi sono venute varie idee su come trarre spunto da questa ispirazione.

Ad esempio durante un video potrei camminare in un ufficio in cui tutti parlano, si muovono e poi di colpo mentre io parlo tutti si fermano di botto.

Lo stesso potrei fare su un palco, durante una presentazione, magari schiacciando un interruttore che tengo sul palco, in bella vista. Ovviamente é il meccanismo che va ricreato, anche se su una scala piú piccola. Su un palco non possiamo correre lungo una strada, al massimo possiamo girare tra due o tre tavoli con delle persone che parlano e si muovono fino a quando non pigiamo sul tasto ”magico”.

Ve ne vengono in mente altre?

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